Trama e informazioni
Diretto da Sidney Lumet e scritto da Paddy Chayefsky, Quinto potere è una satira feroce dell’industria televisiva e della sua capacità di trasformare qualsiasi cosa, persino una crisi umana, in un prodotto da vendere. Il film osserva il mondo dell’informazione come un sistema dominato dagli indici di ascolto, nel quale lo scandalo acquista valore soltanto finché trattiene il pubblico. La regia, controllata e tesa, lascia grande spazio alla scrittura di Chayefsky e ai suoi monologhi torrenziali. Peter Finch imprime a Howard Beale un’energia febbrile; intorno a lui, Faye Dunaway, William Holden, Robert Duvall e Beatrice Straight compongono un universo professionale in cui ambizione, disincanto e sentimenti vengono assorbiti dalla logica aziendale. Il tono oscilla senza tregua fra dramma, commedia nera e inquietudine, evitando di offrire allo spettatore una comoda distanza da ciò che accade. Alle 49ª edizione degli Academy Awards il film ottenne dieci candidature e vinse quattro Oscar: sceneggiatura originale, attore protagonista per Finch, attrice protagonista per Dunaway e attrice non protagonista per Straight. Nel 2000 è stato inoltre inserito nel National Film Registry della Library of Congress. La sua forza non dipende soltanto dalla critica alla televisione degli anni Settanta: Quinto potere mette in scena un meccanismo più ampio, nel quale la protesta può essere programmata, confezionata e restituita al pubblico come intrattenimento.
