Trama e informazioni
Diretto da Mary Harron e sceneggiato dalla regista insieme a Guinevere Turner, American Psycho adatta il controverso romanzo di Bret Easton Ellis portandone in primo piano la natura di satira sociale. Il film intreccia thriller, orrore e commedia nerissima per osservare un ambiente nel quale l’identità sembra ridursi a un catalogo di marchi, prenotazioni esclusive e simboli di prestigio. Christian Bale costruisce Patrick Bateman attraverso un controllo fisico quasi innaturale: sorrisi studiati, pose impeccabili e improvvise fratture rendono il personaggio insieme minaccioso e grottesco. Harron evita di trasformarlo in una figura seducente o tragicamente romantica; ne espone invece la fragilità, il conformismo e l’incapacità di distinguersi davvero dagli uomini che considera rivali. La regia adotta la stessa freddezza del mondo rappresentato. Interni ordinati, superfici lucide e rituali quotidiani diventano elementi di un incubo dominato dall’apparenza, mentre la violenza conta soprattutto come estensione estrema della competizione e del consumo. Ne risulta un film volutamente ambiguo e destabilizzante, meno interessato alla psicologia criminale tradizionale che al vuoto nascosto dietro un modello di successo. Sotto la patina del racconto scandaloso, American Psycho conserva così il taglio affilato di una critica alla cultura yuppie, alla mascolinità esibita e a una società incapace di riconoscere l’orrore quando indossa l’abito giusto.
