Trama e informazioni
Abdellatif Kechiche firma un ampio racconto di formazione, liberamente ispirato al romanzo grafico Le bleu est une couleur chaude di Jul Maroh. La macchina da presa rimane vicinissima ad Adèle Exarchopoulos, seguendone il volto, i gesti e la quotidianità attraverso lezioni, pasti, feste e momenti d’intimità. La durata di quasi tre ore permette alla relazione con Emma, interpretata da Léa Seydoux, di svilupparsi come esperienza sentimentale ma anche come passaggio verso una nuova consapevolezza di sé. Il film evita di ridurre la protagonista a un’identità o a una tesi: al centro resta il modo in cui il desiderio modifica la percezione del corpo, del tempo e del proprio posto fra gli altri. L’interpretazione istintiva e vulnerabile di Exarchopoulos sostiene un’opera fisica, intensa e deliberatamente immersiva. Presentato in concorso a Cannes nel 2013, La vita di Adele ha ottenuto la Palma d’oro, attribuita in via eccezionale a Kechiche e alle due attrici protagoniste.
