Trama e informazioni
Gillo Pontecorvo ricostruisce una fase decisiva della lotta per l’indipendenza algerina con una forma che unisce il rigore della cronaca alla tensione del cinema politico. Il bianco e nero contrastato di Marcello Gatti, le riprese nelle strade di Algeri e il largo impiego di interpreti non professionisti conferiscono alle immagini l’immediatezza apparente di un documento d’epoca. Jean Martin, nel ruolo del colonnello Mathieu, rappresenta la principale eccezione professionale in un cast che comprende anche Saadi Yacef, già esponente dell’FLN e coproduttore del film. La regia non attenua la violenza né la trasforma in spettacolo consolatorio: segue l’organizzazione della guerriglia e la risposta militare francese mostrando meccanismi, strategie e costi umani. Il montaggio costruisce una pressione crescente, mentre la musica firmata da Ennio Morricone e dallo stesso Pontecorvo accompagna la vicenda con un ritmo insieme marziale e dolente. Ne nasce un’opera schierata contro il dominio coloniale, ma attenta a non ridurre il conflitto a una semplice contrapposizione di figure esemplari. Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 1966, La battaglia di Algeri ottenne una candidatura all’Oscar come film in lingua straniera e, dopo l’uscita statunitense, altre due candidature per la regia di Pontecorvo e la sceneggiatura di Pontecorvo e Franco Solinas. Presentato in copia restaurata a Cannes Classics nel 2004, rimane un riferimento del cinema storico e politico per la capacità di far con
