Trama e informazioni
Esordio nel lungometraggio di Duncan Jones, Moon concentra la fantascienza nello spazio ristretto di una base lunare e la affida soprattutto alla prova di Sam Rockwell, per il quale il progetto fu espressamente concepito. Scritto da Nathan Parker da un soggetto dello stesso Jones, il film recupera deliberatamente l’estetica concreta e industriale della fantascienza degli anni Settanta e dei primi Ottanta. Dietro l’ambientazione tecnologica emergono interrogativi sull’alienazione, sul rapporto tra esseri umani e macchine e sui limiti etici dell’interesse aziendale. La regia controllata, gli ambienti funzionali e la colonna sonora di Clint Mansell accompagnano un racconto intimo che preferisce la tensione psicologica allo spettacolo, facendo della solitudine il vero paesaggio da esplorare.
