Trama e informazioni
Federico Fellini rilegge liberamente le memorie di Giacomo Casanova e affida a Donald Sutherland un protagonista lontano dall’immagine romantica dell’avventuriero irresistibile. Il film procede come una grandiosa rappresentazione artificiale, sospesa fra caricatura, visione e malinconia: l’Europa settecentesca diventa un teatro di cerimonie, desideri e apparizioni, mentre la seduzione assume i tratti di un rituale sempre più meccanico e svuotato. La sceneggiatura di Fellini e Bernardino Zapponi, la fotografia di Giuseppe Rotunno, le musiche di Nino Rota e l’elaborato universo scenografico concorrono a creare uno degli spettacoli più radicali del regista. Determinante è il lavoro di Danilo Donati, premiato con l’Oscar per i costumi; il film ottenne anche una candidatura per la sceneggiatura non originale. Più che celebrare il mito di Casanova, Fellini ne osserva la maschera, trasformando l’esuberanza delle avventure in un ritratto amaro del tempo, della vanità e del declino.
