Trama e informazioni
Ingmar Bergman trasforma un viaggio tra Stoccolma e Lund in un’esplorazione della memoria e della coscienza, facendo convivere con naturalezza presente, ricordi e visioni oniriche. Al centro del film c’è Victor Sjöström, grande figura del cinema muto svedese, che conferisce a Isak Borg un’austera fragilità; intorno a lui, Ingrid Thulin e Bibi Andersson danno voce a generazioni e possibilità diverse. Il rigoroso bianco e nero accompagna una meditazione sulla vecchiaia, sull’isolamento e sul bisogno di riconciliazione, ma lascia emergere anche una tenerezza insolita. Premiato con l’Orso d’oro a Berlino, Il posto delle fragole rimane una delle opere decisive di Bergman e un modello di racconto nel quale il movimento nello spazio coincide con un profondo itinerario interiore.
