Trama e informazioni
Mario Martone affronta Eduardo Scarpetta senza racchiuderlo nella forma ordinata della biografia celebrativa. Come dichiarato dallo stesso regista, Qui rido io è costruito piuttosto come una commedia teatrale: una scelta che permette al racconto di accogliere insieme vitalità, contraddizioni familiari e ombre personali. Il teatro non costituisce soltanto lo sfondo, ma il principio che regola ogni cosa. Scarpetta dirige la compagnia e la propria casa con la medesima energia, confondendo continuamente ruoli recitati, legami di sangue e rapporti di potere. Toni Servillo occupa il centro del film con una presenza debordante, circondato da un ampio gruppo di interpreti che comprende Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta, Roberto De Francesco, Lino Musella e Iaia Forte. Martone e la cosceneggiatrice Ippolita Di Majo non trascurano le figure femminili: dietro l’imponente patriarcato emerge una rete di donne chiamate a convivere, reagire e proteggere gli equilibri della famiglia. La disputa con D’Annunzio consente inoltre al film di interrogarsi sulla paternità delle opere, sul confine fra omaggio, appropriazione e parodia e sul confronto tra cultura popolare e autorità letteraria. Il risultato è un affresco corale e densissimo, nel quale la Napoli teatrale d’inizio Novecento appare come un organismo in piena trasformazione. Presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Qui rido io trova la sua forza nell’
