Trama e informazioni
Federico Fellini ricostruisce la provincia romagnola come un teatro della memoria, sospeso tra esperienza, sogno e invenzione. Più che seguire un intreccio tradizionale, Amarcord compone un mosaico di episodi, personaggi e apparizioni nel quale l’adolescenza di Titta diventa lo sguardo di un’intera comunità. L’ironia affettuosa riservata agli abitanti convive con una vena malinconica e con la satira dei riti fascisti, osservati nella loro brutalità ma anche nella loro enfasi ridicola. Scritto da Fellini con Tonino Guerra, fotografato da Giuseppe Rotunno e accompagnato dalle musiche di Nino Rota, il film reinventa Rimini attraverso ambienti ricostruiti, dichiarando fin dalle immagini la distanza tra il passato reale e quello creato dal ricordo. Ne nasce un’opera corale, sensuale e visionaria, premiata nel 1975 con l’Oscar al miglior film straniero.
