Trama e informazioni
Dopo Lo squalo, Steven Spielberg affronta la fantascienza sostituendo alla minaccia dell’invasione il desiderio della scoperta. Incontri ravvicinati del terzo tipo osserva l’ignoto attraverso persone comuni, intrecciando stupore, paura e ossessione senza rinunciare alla concretezza della vita familiare. Richard Dreyfuss rende palpabile l’inquietudine di Roy, mentre Melinda Dillon ne offre il contrappunto più doloroso; la presenza di François Truffaut aggiunge misura e curiosità al versante scientifico del racconto. La fotografia di Vilmos Zsigmond, premiata con l’Oscar, trasforma luci e ombre in autentica materia narrativa. Altrettanto decisiva è la musica di John Williams: non semplice accompagnamento, ma parte del linguaggio con cui il film immagina l’incontro con ciò che non conosciamo. Spettacolare e intimista insieme, l’opera conserva la forza di una favola moderna sul bisogno umano di guardare oltre il quotidiano. Il suo ingresso nel National Film Registry nel 2007 ne conferma il rilievo nella storia del cinema statunitense.
