Trama e informazioni
Bennett Miller prende una storia vera legata allo sport e la trasforma in un dramma psicologico austero, dominato da silenzi, gesti trattenuti e tensioni difficili da nominare. Foxcatcher non segue il percorso rassicurante del racconto di riscatto atletico: il wrestling diventa piuttosto il terreno fisico sul quale si misurano dipendenza, potere, identità e ricerca del prestigio. Il cuore del film è il triangolo formato da Channing Tatum, Mark Ruffalo e Steve Carell. Tatum restituisce la vulnerabilità di Mark attraverso una recitazione fortemente corporea; Ruffalo conferisce a Dave calma e autorevolezza; Carell abbandona radicalmente il proprio registro comico per comporre un John du Pont rigido, imperscrutabile e bisognoso di riconoscimento. La fotografia di Greig Fraser accompagna l’atmosfera con immagini fredde e spazi ampi che, anziché comunicare libertà, accentuano l’isolamento dei personaggi. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2014, dove Miller ha ricevuto il premio per la miglior regia, il film ha ottenuto anche candidature agli Oscar per il regista, Steve Carell, Mark Ruffalo e gli sceneggiatori E. Max Frye e Dan Futterman. È un’opera lenta e deliberatamente scomoda, più interessata all’osservazione dei rapporti umani che alla spettacolarità della competizione: un thriller senza facili esplosioni, costruito su un senso di minaccia costante e sulla distanza fra il successo esibito e il vuoto che può nascondere.
